Alla Corte di Federico da Montefeltro

Chi ama festival e rievocazioni rinascimentali deve assolutamente vistare la splendida Urbino.

Ad agosto infatti, ogni anno dal 1982, per ricordare il mecenate e Duca della città, Federico da Montefeltro, si evocano gli antichi fasti della Corte Urbinate e della nobile famiglia con eventi, cortei, tornei e con la presenza di mercatini, artigiani e laboratori a tema.

Un paio di estati fa ero arrivato ad Urbino per visitarla, durante un mio personale tour in centro Italia che si snodava tra diverse mete. Ero desideroso di vistare il Palazzo Ducale e la Galleria Nazionale delle Marche.

Non ero a conoscenza della Festa del Duca e devo ammettere che è stata una gradevolissima sorpresa.

Durante la Festa (quest’anno le date ufficiali sono dal 9 al 14 agosto) il centro storico viene chiuso e si paga un biglietto per accedervi. Ogni contrada mostra con fierezza per le strade i propri colori e simboli di appartenenza e si trovano con frequenza dame e cavalieri dai gentili sorrisi che girano per la città dove davvero ci si sente immersi e coinvolti in quest’aria di epoche ormai passate, ma sempre affascinanti.

Quest’atmosfera invoglia, se possibile, ancor di più a visitare i luoghi principali di Urbino, su tutti il Palazzo Ducale che ospita appunto la Galleria Nazionale delle Marche.

Da due semplici edifici posti sul colle meridionale della città, per volere di Federico con l’aiuto di architetti dalle grandi capacità (tra i quali Francesco di Giorgio Martini), nella seconda metà del Quattrocento si arrivò ad avere uno dei migliori esempi di palazzo rinascimentale italiano.

La Galleria Nazionale è situata all’interno del Palazzo dal 1912. Ospita una collezione eterogenea di opere, che si possono datare dal XIII al XVII secolo, e alcune meritano davvero una menzione speciale.

L’enigmatica “Flagellazione” di Piero della Francesca (con le sue prospettive e le scelte stilistiche per la rappresentazione dei personaggi spesso motivo di dibattito per gli storici dell’arte) , la “Città Ideale” attribuita a Luciano Laurana e il “Ritratto di gentildonna”, detto anche “la Muta”, di Raffaello. La posizione in cui viene rappresentata la donna (probabilmente Giovanna Feltria della Rovere, figlia di Federico da Montefeltro) porta alla mente il dipinto di un altro famosissimo artista del Rinascimento. Lascio a voi capire di chi parlo, ma non risulterà difficile.

Oltre a queste opere bisogna assolutamente citare lo “Studiolo del Duca”: l’angolo più intimo del palazzo dove ancora oggi si può percepire tutto l’amore e la passione per l’arte, oltre all’immensa cultura, possedute da Federico. Entrando al suo interno è possibile vedere 14 dei 28 ritratti (gli altri sono oggi al Louvre) di “uomini illustri” attribuiti al fiammingo Giusto di Gand e allo spagnolo Pedro Berruguete. Sotto ai dipinti si trovano invece pregevoli tarsie in legno che creano illusioni prospettiche attribuite a diversi autori quali Giuliano da Maiano e Baccio Pontelli.

Di quel giorno mi ricordo che oltre ad aver visto e scoperto magnifiche opere d’arte ho per la prima volta in vita mia assaggiato la crescia (sfoglia simile alla piadina ma più saporita) che era un piatto tipico nella Corte Urbinate. È stato amore al primo morso!

Anche questo fa parte di tutto quello che potrete trovare alla Festa del Duca e vi assicuro che, sotto ogni aspetto, non rimarrete delusi.


Those who love Renaissance festivals and re-enactments must absolutely visit the splendid Urbino.

In fact, in August, every year since 1982, to remember the patron and Duke of the city, Federico da Montefeltro, the ancient glories of the Court Urbinate and the noble family are evoked with events, processions, tournaments and the presence of markets, artisans and laboratories whit medieval theme.

A couple of summers ago I had arrived in Urbino to visit it, during one of my personal tours in central Italy that wound between different destinations. I was eager to visit the Palazzo Ducale and the Galleria Nazionale delle MarcheI was not aware of the “Festa del Duca” and I must admit that it was a pleasant surprise.

During the festival (this year the official dates are from 9 to 14 August) the historic center is closed and you pay a ticket to access it. Each district proudly shows its colors and symbols of belonging to the streets and is often found with ladies and knights with the kind smiles that run through the city where you really feel immersed and involved in this air of bygone eras, but always fascinating.

This atmosphere invites even more if possible to visit the main places of Urbino, above all the Palazzo Ducale that houses the Galleria Nazionale delle Marche.

From two simple buildings located on the southern hill of the city, at the behest of Federico with the help of architects of great ability (including Francesco di Giorgio Martini), in the second half of the fifteenth century it came to have one of the best examples of Renaissance palace Italian.

The Galleria Nazionale is located inside the Palace since 1912. It houses a heterogeneous collection of works, which can be dated from the 13th to the 17th century, and some really deserve a special mention.

The enigmatic “Flagellatione” of Piero della Francesca (with its perspectives and stylistic choices for the representation of the characters often a source of debate for art historians), the “Città Ideale” attributed to Luciano Laurana and the “Ritratto di gentildonna “, also called” La Muta”, by Raffaello. The position in which the woman is represented (probably Giovanna Feltria della Rovere, daughter of Federico da Montefeltro) brings to mind the painting of another famous Renaissance artist. I leave you to understand who I’m talking about, but it will not be difficult.

In addition to these works we must absolutely mention the “Studiolo del Duca”: the most intimate corner of the building where you can still perceive all the love and passion for art, as well as the immense culture, owned by Federico. Entering inside you can see 14 of the 28 portraits (the others are today in the Louvre) of “illustrious men” attributed to the Flemish Giusto of Gand and the Spanish Pedro Berruguete. Under the paintings are instead valuable wooden inlays that create perspective illusions attributed to different authors such as Giuliano da Maiano and Baccio Pontelli.

From that day I remember that in addition to having seen and discovered magnificent works of art for the first time in my life I tasted the “crescia” (puff pastry similar to the piadina but more tasty) that was a typical dish in the Court of Urbino. It was love at first bite!

This is also part of everything you can find at the “Festa del Duca” and I assure you that, in all respects, you will not be disappointed.

 

Archeologo con la passione per la fotografia, toscano d’adozione, attualmente lavoro a Milano per una fondazione culturale e frequento un Master di II livello in Museologia, Museografia e gestione dei Beni Culturali. Mi divido tra Vigevano e Marina di Pisa, ma ogni volta possibile prendo il primo mezzo di trasporto a disposizione, la mia macchina fotografica e cerco una nuova meta da scoprire.

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