In giro per Pisa

Quando si pensa a Pisa il collegamento spontaneo è quello con Piazza dei Miracoli, anzi per esattezza con la sua Torre. Per molti Pisa è solo la Torre. Prossimamente dedicherò un mio post a questa famosissima piazza ma oggi vorrei distogliere la vostra attenzione da qui per indirizzarla verso altri angoli splendidi della città toscana dove, tra storici palazzi, antiche chiese e locali, potrete immergervi nella vita di una città costantemente animata dai suoi abitanti e dagli universitari che la popolano.

Partite dalla piazza, ammirate la torre e ancor di più i magnifici profili della cattedrale e del battistero, e dopo essere entrati nelle foto di almeno una cinquantina di turisti intenti a sorreggere il simbolo della città, incamminatevi verso via Santa Maria.

Alla prima piazza che trovate, Piazza Cavallotti, girate a sinistra e arriverete così in Piazza dei Cavalieri, dove si trova la famosa Scuola Normale Superiore di Pisa nel Palazzo della Carovana ristrutturato su progetto del Vasari per essere la sede dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano prima di diventarne universitaria nel 1846. Qui la sera, soprattutto con i climi primaverili ed estivi, non è difficile trovare ragazzi seduti a suonare una chitarra o a chiacchierare magari bevendo una bottiglia di birra.

Proseguendo arriverete poi in Borgo Stretto, storica via nel cuore della città, che sotto i suoi portici accoglie negozi e bar.

Prima di continuare vi segnalo però che a pochi passi, in Vicolo del Tinti, potrete trovare uno dei miei due ristoranti preferiti a Pisa: l’Osteria del Tinti. Pochi posti a sedere e prodotti di prima qualità, che si trasformano in gustosi piatti come la “fettunta” (crostone di pane tostato con olio e aglio) al cavolo nero, “pallette alla pisana” (pallette di polenta con ragù di manzo e maiale) e tagliate cotte alla perfezione, lo rendono uno dei ristoranti più frequentati dagli abitanti locali.

Percorrendo Borgo Stretto non faticherete dopo poco, guardando alla vostra destra, a trovare la Piazza delle Vettovaglie, uno dei principali centri di ritrovo dei pisani e degli studenti universitari.

Voluta da Cosimo I de’ Medici e ispirata ai chiostri dei conventi quattrocenteschi, di giorno vi ha sede il mercato, la sera invece sono i bar e ristoranti ad attirare la gente. Qui, infatti, soprattutto nei periodi che combaciano con le lezioni universitarie, a volte è fin difficile muoversi per il gran numero di persone presenti, anche perché ci sono davvero molti locali tra bar, ristoranti, paninerie e pizzerie, il tutto tra l’altro a prezzi contenuti.

A poca distanza dalla piazza troverete la Trattoria Sant’Omobono (cui avevo accennato in un mio post precedente) dove, insieme alla sopra citata Osteria del Tinti, si può trovare la vera cucina pisana. Per comodità i piatti vengono scritti a mano sul menù, visto che cambiano spesso in base ai prodotti e alla stagionalità e questo, insieme all’arredamento semplice ma ben curato e alla cordialità del suo staff, aiuta a farti sentire come a casa. Fortunatamente alcuni piatti classici come la trippa alla pisana (sublime) o le tagliatelle al cinghiale però li ho sempre trovati ogni volta che mi sono seduto al loro tavolo. E vi assicuro che ci capito spesso!

Giunti alla fine di Borgo Stretto arriverete in Piazza Garibaldi, che si apre sui lungarni pisani (definiti da Leopardi come “uno spettacolo così bello che innamora”) e sul Ponte di Mezzo, che permette di attraversare l’Arno e raggiungere Corso Italia con i suoi negozi dove si riversano gli amanti dello shopping.

Anche dall’altra parte del fiume si trovano luoghi magnifici, come la Piazza Gambacorti, che con i suoi locali per la sera permette di trascorrere serate più tranquille rispetto a Piazza delle Vettovaglie. Oppure, ad esempio, camminando sul Lungarno Gambacorti si incontrano Palazzo Blu (sede di mostre d’arte che richiamano sempre molti visitatori) e la splendida chiesa gotica rivestita di marmi policromi di Santa Maria della Spina (cosi chiamata per l’aver conservato fino al XIX secolo una spina della corona di Gesù durante la crocifissione), di una bellezza indescrivibile.

Pisa è piena di angoli da scoprire, io ve ne ho detti solo alcuni. Luoghi dove nutrire sia la mente sia il corpo. Una città a misura d’uomo, che ha molto da offrire oltre a Piazza dei Miracoli.

È una città che può far innamorare.

Ve lo assicura uno che si è innamorato.


When one thinks of Pisa, the spontaneous connection is the one with Piazza dei Miracoli, or rather with its Tower. For many, Pisa is only the TowerSoon I will dedicate one of my posts to this famous square but today I would like to divert your attention from here to direct it to other beautiful corners of the Tuscan city where, among historic buildings, ancient churches and locals, you can immerse yourself in the life of a city constantly animated by local inhabitants and university students that populate it.

Start from the square, admire the tower and even more the magnificent profiles of the cathedral and the baptistery, and after entered in the photos of at least fifty tourists intent to support the symbol of the city, walk towards Via Santa Maria.

At the first square you find, Piazza Cavallotti, turn left and you will arrive in Piazza dei Cavalieri, where the famous Scuola Normale Superiore of Pisa is located in the Palazzo della Carovana renovated on a project by Vasari to be the seat of the Order of the Knights of Santo Stefano before becoming university in 1846. Here in the evening, especially with the spring and summer climates, it is not difficult to find guys sitting down to play a guitar or to chat, maybe drinking a bottle of beer.

Continuing then you will arrive in Borgo Stretto, a historic street in the heart of the city, which under its arcades hosts shops and bars.

Before continuing, however, I point out that a few steps away, in Vicolo del Tinti, you can find one of my two favorite restaurants in Pisa: the  Osteria del TintiFew tables and products of the highest quality, which are transformed into tasty dishes such as “fettunta” (toasted bread crust with oil and garlic) with black cabbage, “pallette alla pisana” (polenta balls with beef and pork ragù) meats cooked to perfection, make it one of the most popular restaurants by local inhabitants.

Going along Borgo Stretto, you will not soon get tired, looking to your right, to find Piazza delle Vettovaglie, one of the main meeting points for the inhabitants of Pisa and university students.

Commissioned by Cosimo I de’ Medici and inspired by the cloisters of the fifteenth-century convents, the market is located in the daytime, while in the evening bars and restaurants will attract people. Here, in fact, especially in the periods that match the university lessons, sometimes it is difficult to move for the large number of people present, also because there are really many local bars, restaurants, sandwich shops and pizzerias, all with reasonable prices.

Not far from the square you will find the Trattoria Sant’Omobono (which I hinted in my previous post) where, together with the above mentioned Osteria del Tinti, you can find the real Pisan cuisine. For convenience, the dishes are handwritten on the menu, as they often change according to the products and seasonality and this, together with the simple but well-kept furnishings and the friendliness of its staff, helps make you feel at home. Fortunately, some classic dishes such as “trippa alla Pisana” (sublime) or tagliatelle with wild boar but I have always found them every time I sat at their table. And I assure you that I go there often!

At the end of Borgo Stretto you will arrive in Piazza Garibaldi, which opens on the Pisan “Lungarni” (defined by Leopardi as “such a beautiful sight that falls in love”) and on the Ponte di Mezzo, which allows you to cross the Arno and reach Corso Italia with the its shops where shopping lovers spill out.

Also on the other side of the river there are magnificent places, such as Piazza Gambacorti, which with its locals for the evening allows you to spend evenings quieter than Piazza delle Vettovaglie.

Or, for example, walking along the Lungarno Gambacorti you will find Palazzo Blu (home to art exhibitions that always attract many visitors) and the splendid Gothic church covered with polychrome marble of Santa Maria della Spina (so called for having kept until Nineteenth century a thorn of the crown of Jesus during the crucifixion), of an indescribable beauty.

Pisa is full of corners to discover, I have told you only a few. Places to feed both the mind and the body. A city on a human scale, which has much to offer besides Piazza dei Miracoli.

It is a city that you can fall in love with it.

A man who fell in love with it assures you.

Archeologo con la passione per la fotografia, toscano d’adozione, attualmente lavoro a Milano per una fondazione culturale e frequento un Master di II livello in Museologia, Museografia e gestione dei Beni Culturali. Mi divido tra Vigevano e Marina di Pisa, ma ogni volta possibile prendo il primo mezzo di trasporto a disposizione, la mia macchina fotografica e cerco una nuova meta da scoprire.

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