Le Cappelle Medicee a Firenze

Quest’anno ho frequentato, e sto per terminare, un Master in Museologia, Museografia e Gestione dei Beni Culturali. Tra le attività del Master bisognava svolgere uno stage di 450 ore in una sede museale o in una struttura legata ai beni culturali.

Ho fatto domanda e avuto la possibilità di svolgere lo stage presso il gruppo dei Musei del Bargello di Firenze.

Musei, e non Museo, perché con la Riforma sui musei autonomi del 2014, dell’allora Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, il Museo Nazionale del Bargello divenne il capofila di un gruppo  museale formato anche da Palazzo Davanzati, Casa Martelli, la chiesa di Orsanmichele con il suo museo e le Cappelle Medicee.

Ed è proprio di queste ultime che voglio parlarvi.

Le Cappelle Medicee sono il luogo di sepoltura della famiglia Medici. Realizzate come a voler proseguire la Basilica di San Lorenzo, si dividono in tre parti principali: Cripta, Cappella dei Principi e la suggestiva Sagrestia Nuova.

La Cripta, il primo ambiente in cui si accede, è formata da basse volte; presenta lastre tombali di alcuni Granduchi medicei, delle loro consorti e di altri loro familiari. Nella parte centrale è conservata una ricca collezione di reliquiari. Belli sicuramente, però vi consiglio di non perderci troppo tempo.

I veri tesori sono sopra.

Salite le scale, si arriva alla Cappella dei Principi: un’enorme e sfarzosa sala che termina con una cupola, seconda per dimensioni in città solo a quella del Brunelleschi di Santa Maria del Fiore. Quando entrerete non potrete far altro che restare a bocca aperta, ammirando i ricchi intarsi in marmo e le decorazioni con pietre dure, madreperla, lapislazzuli e corallo utilizzate per riprodurre gli stemmi delle città fedeli alla famiglia Medici. La cappella è seicentesca, e ospita i sepolcri di Granduchi della famiglia vissuti nel Cinquecento e nel Seicento.

Ma il gioiello è lei: La Sagrestia Nuova, opera mai realmente finita, di Michelangelo.

Fu Papa Leone X a commissionarla all’artista perché, affranto dalla morte del fratello Giuliano (Duca di Nemours) e del nipote Lorenzo (Duca d’Urbino), voleva che li rendesse immortali. E Michelangelo rispose con maestria a questo appello.

Pensata e rimaneggiata più volte tra il 1521 e il 1534, questa stanza in marmo e pietra serena, culminante con una cupola a cassettoni che ricorda il Pantheon di Roma (monumento funebre per eccellenza), conserva statue tra le più belle mai realizzate dall’artista.

Scolpì in tutto sei statue, tre per ciascuna tomba: due raffiguravano i rampolli della famiglia, le altre quattro invece le allegorie del tempo: Giorno, Notte, Aurora e Crepuscolo. Di queste il Crepuscolo è stata da subito quella che con la sua potenza visiva mi ha stregato. E ogni volta che entro nella stanza non posso staccarle gli occhi di dosso.

Quello che però passa a volte quasi inosservato, essendo meno imponente, è che in questa stanza c’è anche una tomba con altre due sculture di artisti fiorentini (il Cosma del Montorsoli e il Damiano di Raffaello da Montelupo) e ancora una splendida statua di Michelangelo (la Madonna col Bambino). Vasari le pose lì per indicare il luogo di sepoltura del più famoso signore di Firenze, Lorenzo il Magnifico, e  di suo fratello Giuliano, assassinato durante la Congiura dei Pazzi del 1478.

Ho avuto la fortuna di restare più volte in questo luogo durante gli orari di chiusura, immerso in un meditativo silenzio; è stato qualcosa di davvero emozionante.

Questa emozione è diventata pura gioia quando per ben due volte sono potuto scendere da lì nella “Stanza Segreta di Michelangelo”, un luogo chiuso al pubblico dove per alcuni mesi il grande artista trovò rifugio dagli stessi Medici che gli avevano commissionato la Sagrestia, in quanto temeva ritorsioni per aver sostenuto il governo repubblicano che li aveva cacciati da Firenze.

In questo angusto spazio l’artista riempì le pareti di schizzi a carboncino con studi di opere che doveva terminare e capolavori passati, come parti del David o alcune figure della volta della Cappella Sistina. Un vero gioiello, che forse in futuro sarà aperto al pubblico. Non posso descrivere a parole l’emozione, sembrava davvero di poter vedere l’artista mentre, illuminato solo da candele, cercava di placare le sue angosce disegnando su quei muri.

Firenze è una delle città più belle al mondo, con musei e tesori unici. A volte ci scordiamo o diamo poca importanza a qualcuno di questi. Le Cappelle Medicee sono uno degli emblemi di quello che è stato Firenze sul piano artistico, visitatele. Vi assicuro che non resterete delusi.


This year I attended, and I’m about to finish, an University Master Programme in Museology, Museography and Management of Cultural Heritage. Among the activities of the Master it was necessary to carry out a 450-hour internship in a museum.

I applied for and had the opportunity to do an internship at the Bargello Museums in Florence.

Museums, and not Museum, because with the Reform of 2014, by the Minister of Cultural Heritage Dario Franceschini, the National Museum of Bargello became the leader of a group of museums also formed by Palazzo Davanzati, Casa Martelli, the church of Orsanmichele with its museum and the Medici Chapels.

And it is precisely of the Chapels that I want to talk to you.

The Medici Chapels are the burial place of the Medici family. Made as a continuation of the Basilica of San Lorenzo, they are divided into three main parts: Crypt, Chapel of the Princes and the suggestive Sagrestia Nuova.

The crypt is formed by low arches. It presents the tombstones of the Medici Grand Dukes, their consorts and some members of the family. In the central part there is a rich collection of reliquaries. Beautiful certainly, but I advise you not to waste too much time. True treasures are at the superior level.

Climb the stairs to reach the Chapel of the Princeps: a huge and magnificent room that ends with a dome, second in size in the city only to that of Brunelleschi for Santa Maria del Fiore. When you enter you can not help but be amazed, admiring the rich marble inlays and the decorations with hard stones, mother of pearl, lapis lazuli and coral used to reproduce the coats of arms of the city faithful to the Medici family. The chapel is seventeenth-century, and houses the tombs of the family Grandukes who lived in the sixteenth and seventeenth centuries.

But the real jewel is it: The Sagrestia Nuova, never really finished work by Michelangelo.

It was Pope Leo X who commissioned it to the artist because, struck by the death of his brother Giuliano (Duke of Nemours) and his nephew Lorenzo (Duke of Urbino), he wanted to make them immortal. And Michelangelo answered with mastery this appeal.

Designed and remodeled several times between 1521 and 1534, this room in marble and serene stone, culminating in a coffered dome reminiscent of the Pantheon in Rome (funeral monument par excellence), preserves some of the most beautiful statues ever made by the artist.

He carved six statues in all, three for each tomb: two depict the descendants of the family, the other four instead the allegories of the time: Day, Night, Dawn and Dusk. Of these the Dusk was immediately what with his visual power has bewitched me. And every time I go into the room I can not take my eyes off it.

But what passes sometimes almost unnoticed, being less impressive, is that in this room there is also a tomb with two other statues of Florentine artists (Cosma by Montorsoli and the Damiano by Raffaello da Montelupo) and still a splendid statue of Michelangelo (Madonna and the Child). Vasari placed them there to indicate the burial place of the most famous lord of Florence, Lorenzo the Magnificent, and his brother Giuliano assassinated during the “Congiura dei Pazzi”  of 1478.

I was lucky enough to stay several times in this place during closing hours, immersed in a meditative silence and it was something really exciting.

This emotion has become pure joy when twice I have been able to come down from there in the “Secret Room of Michelangelo”, a place closed to the public where for some months the great artist found refuge from the same Medici family who had commissioned the Sacristy, because he feared they turn against him for his supporting the republican government who had driven them out of Florence.

In this narrow space the artist filled the walls with charcoal sketches with studies of works that he had to finish and old masterpieces, such as parts of the David or some figures of the Sistine Chapel.

A real gem, which perhaps in the future will be open to the public. I can not describe the emotion in words, it really seemed  to see the artist while, lit only by candles, he tried to appease his anxieties by drawing on those walls.

Florence is one of the most beautiful cities in the world, with unique museums and treasures. Sometimes we forget or give little importance to any of these. The Medici Chapels are one of the emblems of what was Florence on the artistic level, you must visit them. I assure you that you will not be disappointed.

Archeologo con la passione per la fotografia, toscano d’adozione, attualmente lavoro a Milano per una fondazione culturale e frequento un Master di II livello in Museologia, Museografia e gestione dei Beni Culturali. Mi divido tra Vigevano e Marina di Pisa, ma ogni volta possibile prendo il primo mezzo di trasporto a disposizione, la mia macchina fotografica e cerco una nuova meta da scoprire.

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