Le Navi Antiche di Pisa

A luglio sono andato a visitare per il Magazine Online Archeostorie, con cui collaboro da alcuni mesi, lo splendido e nuovo Museo delle Navi Antiche di Pisa, recentemente inaugurato dopo diversi anni di attesa. Ed è stata una piacevole sorpresa!

Vi ripropongo alcune parti dell’articolo, che potrete trovare e leggere per intero a questo link!

I turisti che a Pisa gravitano da sempre nella famosissima Piazza dei Miracoli, d’ora in poi avranno una nuova meta da raggiungere in città: gli Arsenali Medicei. Qui infatti ha preso forma il Museo delle navi antiche dove si possono ammirare sette delle trenta navi scoperte a partire dal 1998 quando, durante alcuni lavori sulla linea ferroviaria Roma – Genova all’altezza della stazione di Pisa – San Rossore, si individuarono frammenti di legno di grandi dimensioni che portarono all’apertura di un vasto cantiere di scavo. 

In circa quindici anni di attività, sono venute alla luce navi ancora attraccate e affondate in seguito a ripetute alluvioni, datate dal II secolo a.C. al VII d.C.

E assieme alle navi sono venuti alla luce resti di corpi umani e animali, e un elevatissimo numero di oggetti: circa 800 di questi sono attualmente esposti nelle sale del museo. 

Gli Arsenali Medicei, invece, furono realizzati nei primi decenni del Cinquecento da Bernardo Buontalenti per volere di Cosimo I de Medici. 

La vastità degli spazi ha permesso di realizzare un percorso espositivo semplice ma al contempo molto coinvolgente, studiato nei minimi dettagli per presentare ai visitatori la storia della città dalla preistoria fino al periodo longobardo, poi in particolare i periodi storici in cui si collocano le navi ritrovate, e infine le navi e la vita in mare.

Oltre ai relitti, ai corpi, ai carichi e ai reperti di ogni genere, sono state recuperate ben 13.000 anfore. Una scoperta che vale forse quanto le navi stesse, visto che grazie alle condizioni ambientali in cui sono state recuperate (terreno fangoso e umido ma privo di ossigeno), si è conservato in molti casi parte del loro contenuto. 

Insomma oggi agli Arsenali Medicei ci si sente un po’ come i veri marinai al cospetto di uno scrigno colmo di tesori.

Il percorso di visita culmina nella Sala V, cuore pulsante del museo, dove è davvero difficile non emozionarsi alla vista delle navi. Altri spazi del Museo affascinano per le accattivanti idee espositive (per esempio, un’intera parete a pannelli che funge da catalogo delle anfore, o un’ancora enorme in legno che si staglia all’ingresso di una sala) ma nulla può battere la vista degli antichi relitti.

Con sapiente maestria nella cura dell’allestimento, la prima nave che appare agli occhi è il simbolo stesso del Museo: l’Alkedo (il gabbiano), un’imbarcazione da diporto di età tardo-augustea che è la nave di epoca classica meglio conservata al mondo.

Solo l’Alkedo varrebbe la visita del museo, ma fortuna vuole che ci siano altre navi per cui restare ammaliati, come un barcone a fondo piatto per il trasporto merci o un’oneraria dove è ancora possibile vedere parte del ponte.

E’ un gran bel museo, quindi. Una meraviglia che qualche accortezza potrebbe rendere ancor più perfetto. Per esempio, colpisce la ridotta supervisione nelle sale.

Inoltre, se i pannelli espositivi sono chiari ed esaustivi, molti degli apparati interattivi, benché concettualmente interessanti, sono oramai datati con qualità foto e video ben al di sotto di quanto un museo come questo meriterebbe. 

Insomma, ci sono ancora margini di miglioramento. “Siamo solo agli inizi di un progetto ambizioso” ha osservato Marcella Vannozzi di Cooperativa Archeologia, che nel 2013 ha vinto la gara d’appalto per il completamento degli scavi e del restauro delle navi, e oggi ha in carico la gestione del museo. 

Al momento il Museo è aperto solo nei weekend e il mercoledì pomeriggio, e su richiesta il martedì e il giovedì: questo è l’attuale accordo tra la Cooperativa e la Soprintendenza.

Tuttavia, visto il valore dei reperti e soprattutto la buona e sempre crescente risposta da parte del pubblico, ci si augura che i giorni di apertura, e gli ottimi tour guidati offerti gratuitamente a orari prestabiliti, possano aumentare.

Perché questo museo è una grande e bella novità nel panorama italiano. Il pubblico e soprattutto le istituzioni, dopo questo bell’inizio, non dovranno dimenticarsi di lui.


In July I went to visit the splendid and new Museum of Ancient Ships of Pisa, recently inaugurated after several years of waiting. And it was a pleasant surprise!

Tourists who have always gravitated to the famous Piazza dei Miracoli in Pisa, from now on will have a new destination to reach in the city: the Medici Arsenals. Here, in fact, the Museum of Ancient Ships took shape, where seven of the thirty ships discovered since 1998 can be admired when, during some works on the Rome – Genoa railway line at the Pisa – San Rossore station, fragments of wood were identified that led to the opening of a large excavation site.

In about fifteen years of activity, ships still moored and sunk due to repeated floods, dating from the 2nd century BC, came to light. to the VII d.C.

And along with the ships, remains of human and animal bodies have come to light, and a very high number of objects: about 800 of these are currently exhibited in the rooms of the museum.

The Medici Arsenals, on the other hand, were built in the early decades of the sixteenth century by Bernardo Buontalenti at the behest of Cosimo I de Medici.

The vastness of the spaces has the permission to create a simple but at the same time very engaging exhibition itinerary, studied in detail to present visitors with the history of the city from prehistory to the Lombard period.
In addition to wrecks, bodies, loads and artifacts of all kinds, they were recovered 13,000 amphorae. A discovery that is perhaps as good as the ships themselves, because a lot of their content is preserved.

The visit itinerary culminates in Room V, the heart of the museum, where it is really difficult not to get excited at the sight of the ships. Other spaces of the Museum fascinate with their captivating display ideas (for example, an entire wall of panels that serves as a catalog of amphorae, or an enormous wooden anchor that stands out at the entrance of a room) but nothing can beat the view of the ancient wrecks.

With masterly skill in the care of the installation, the first ship that appears to the eyes is the very symbol of the Museum: the Alkedo (the seagull), a pleasure boat from the late Augustan age that is the best preserved classic-era ship in the world.

Only the Alkedo would be worth the visit of the museum, but there are other ships for which to remain bewitched, like a flat-bottomed barge for the transport of goods or an onarary where it is still possible to see part of the bridge.

It’s a great museum, then. A wonder that some foresight could make it even more perfect. For example, it affects the reduced supervision in the halls.

Furthermore, if the display panels are clear and comprehensive, many of the interactive devices, although conceptually interesting, are now dated with photo and video quality far below what a museum like this deserves.

In short, there is still room for improvement. “We are just at the beginning of an ambitious project,” observed Marcella Vannozzi of Cooperativa Archeologia, which in 2013 won the tender for the completion of the excavation and restoration of the ships, and today is in charge of managing the museum.

At the moment the Museum is only open on weekends and Wednesday afternoons, and on Tuesdays and Thursdays on request: this is the current agreement between the Cooperative and the Superintendency.

However, given the value of the finds and above all the good and ever increasing response from the public, it is hoped that the opening days, and the excellent guided tours offered for free at set times, may increase.

Because this museum is a great and beautiful novelty in the Italian panorama. The public and above all the institutions, after this beautiful start, will not have to forget about him.

Archeologo con la passione per la fotografia, toscano d’adozione, attualmente lavoro a Milano per una fondazione culturale e frequento un Master di II livello in Museologia, Museografia e gestione dei Beni Culturali. Mi divido tra Vigevano e Marina di Pisa, ma ogni volta possibile prendo il primo mezzo di trasporto a disposizione, la mia macchina fotografica e cerco una nuova meta da scoprire.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *