Ospiti da Poppea…

Durante il mio breve “tour archeologico” di cui vi ho già parlato in altri articoli, al ritorno dalla visita del Parco Archeologico di Paestum avevo tempo, e voglia, per nutrire ancora occhi e mente con un “dolce” davvero prelibato: la Villa di Poppea a Torre Annunziata, l’antica Oplontis.

Dopo essermi perso un paio di volte dentro la piccola cittadina campana, alla ricerca di un parcheggio vicino all’ingresso del sito, mi resi conto che l’orario scelto per visitare la villa non era tra i più consoni, per una rilassante passeggiata: infatti erano le due del pomeriggio, con verosimilmente circa 40 gradi percepiti, senza un filo di vento.

Pur essendo uno dei luoghi culturali più visitati della regione, al suo interno, infatti, c’eravamo solo io, due turisti francesi, un curioso gatto che controllava ogni mio spostamento e un cane indaffarato a cacciare lucertole nel cortile.

All’interno della antica dimora l’ombra però non mancava e in fondo potei visitare, in un silenzio quasi totale, un luogo dove pensi davvero che da un momento all’altro possa apparire la padrona di casa, pronta a mostrarti ogni angolo della sua lussuosa villa.

L’area fu indagata dagli archeologi per la prima volta nel Settecento, ma solo negli anni ’60 del secolo scorso ci fu una prima vera campagna di scavo che permise di farla conoscere al mondo, indicando inoltre in Poppea Sabina (seconda moglie di Nerone) la probabile proprietaria, essendo stato trovato il suo nome su un’anfora indirizzata ad un suo liberto.

La villa non è ancora completamente riportata alla luce ma buona parte è visitabile e permette di ammirare splendidi affreschi e decorazioni che lasciano immaginare, con estrema facilità, come doveva essere sfarzosa al massimo del suo splendore.

Ciò che appare subito evidente è quanta importanza fu data alla prospettiva e alle simmetrie per la costruzione del complesso: tutto è perfetto, ordinato e preciso; impossibile perdersi.

L’atrio tuscanico con pitture di II stile pompeiano è la parte più antica della villa e da li sono visitabili diverse parti di essa, ancora finemente decorate.

Una seconda parte del complesso, realizzata intorno alla metà del I secolo d.C., ospitava un’enorme piscina circondata da altre stanze di uso quotidiano, sempre abbellite con pitture (anche di III e IV stile), le quali non fanno non fanno altro che aumentare lo stupore ad ogni passo compiuto.

Il gatto, che decisi di soprannominare Alberto vista la felicità che mostrava nel passeggiare per le stanze, non mi perse un secondo durante tutta la mia visita. Ci salutammo alla fine con uno sguardo di approvazione reciproca.

È bianco a chiazze nere, grosso e pacioso. Se andate a visitare la villa e lo trovate, salutatelo da parte mia.


 

During my short “archaeological tour” of which I have already spoken in other articles, on returning from the visit of the Archaeological Park of Paestum I had time, and desire, to still nourish eyes and mind with a really delicious “dessert”: the Villa of Poppea in Torre Annunziata, the ancient Oplontis.

After losing myself a couple of times in this small town of Campania, looking for a parking lot near the entrance to the site, I realized that the time chosen to visit the villa was not the most suitable, for a relaxing walk: in fact it was two in the afternoon, probably about 40 degrees perceived, without a breeze.

Despite being one of the most visited cultural places in the region, inside it, in fact, there was only me, two French tourists, a curious cat who controlled my every move and a dog busy hunting lizards in the courtyard.

Inside the ancient dwelling, however, the shadow was not lacking and in the end I was able to visit, in an almost total silence, a place where you really think that at any moment the hostess might appear, ready to show you every corner of her luxurious villa.

The area was investigated by archaeologists for the first time in the eighteenth century, but only in the 60s of the last century there was a first real excavation campaign that made it known to the world, also indicating in Poppea Sabina (Nero’s second wife) the probable owner, because her name having been found on an amphora addressed to one of her freedmen.

The villa is not yet completely unearthed but a good part can be visited and allows you to admire splendid frescoes and decorations that let you imagine, with extreme ease, how it must have been wonderful.

What immediately appears evident is how much importance was given to the perspective and to the symmetries for the construction of the complex: everything is perfect, orderly and precise; impossible to get lost.

The Tuscan atrium with paintings of the II Pompeian style is the oldest part of the villa and from there you can visit different parts of it, still finely decorated.

A second part of the complex, built around the middle of the 1st century AD, housed a huge swimming pool surrounded by other rooms of daily use, always embellished with paintings (also of III and IV style), which do not do nothing but increase the wonder at every step taken.

The cat, who decided to nickname Alberto seeing the happiness he showed in walking through the rooms, did not lose me a second during my entire visit.

We greeted each other at the end with a look of mutual approval.

He is chubby and nice, white with black spots. If you go to visit the villa and find him, greet him for me.


LINK UTILI:

  • Villa di Poppea: http://pompeiisites.org/oplontis/villa-di-poppea/

Archeologo con la passione per la fotografia, toscano d’adozione, attualmente lavoro a Milano per una fondazione culturale e frequento un Master di II livello in Museologia, Museografia e gestione dei Beni Culturali. Mi divido tra Vigevano e Marina di Pisa, ma ogni volta possibile prendo il primo mezzo di trasporto a disposizione, la mia macchina fotografica e cerco una nuova meta da scoprire.

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