Parma e uno scrigno di tesori

A Parma il 31 dicembre scorso faceva freddo, ma proprio freddo. Il mio intento dopo aver visitato il Duomo, con il suo apprezzabile museo dell’Opera, e il battistero, era quello di trascorrere il resto del pomeriggio a perdermi per le vie della cittadina emiliana in attesa di iniziare i festeggiamenti per l’ultimo dell’anno; ma, appunto, la temperatura esterna mi aiutava a ricordare quanto adoro i climi caldi.

Fortunatamente mi ero ricordato che a Parma esiste un palazzo rinascimentale con al suo interno opere, e anche intere strutture, di straordinaria bellezza.

Sto parlando del magnifico Palazzo della Pilotta.

Il nome del palazzo, realizzato intorno alla fine del Cinquecento, deriva dal gioco della “pelota”, con cui i soldati spagnoli si intrattenevano nel solenne cortile principale chiamato in seguito Guazzatoio.

In gran parte ricostruito dopo un gravissimo bombardamento nel 1944, attualmente ospita la Galleria Nazionale, il Museo Archeologico, la Biblioteca Palatina (dalla quale è possibile accedere al Museo Bodoniano) e l’imponente Teatro Farnese.

Per mancanza di tempo a sufficienza ho scelto di vedere il Museo Archeologico (scontato, lo so), il Teatro Farnese, che è stata una piacevole scoperta in quanto non avevo idea delle sue dimensioni, e la Galleria Nazionale. Qui però ho avuto una sorpresa un po’ spiacevole e questo mi costringerà a tornarci, permettendomi così la prossima volta di vedere anche la Biblioteca Palatina.

La sorpresa in questione è stata nel fatto che le due sale dedicate ai pittori del Seicento e Settecento vengono aperte al pubblico solo due volte al giorno su visita guidata per mancanza di personale (evito di commentare la situazione, presente purtroppo in molti, anzi troppi siti culturali italiani), ma non essendo indicato da nessuna parte lo si scopre solo iniziata la visita.

Fortunatamente comunque opere da ammirare non mancano, non solo quadri ma anche sculture come il ritratto di Maria Luigia d’Asburgo di Canova, però mi è bastata un’opera per essere già pienamente soddisfatto: La “Scapiliata” di Leonardo da Vinci.

Ho una viscerale passione per Leonardo, ogni volta che sento pronunciare il suo nome la mia attenzione aumenta in maniera esponenziale, quindi posso lasciarvi immaginare la piacevole sorpresa avuta (ammetto che non ricordavo fosse a Parma) nel trovarmela davanti. Non è facile descrivere quello che si prova a osservarla, un’opera di dimensioni cosi piccole, su una semplice tavoletta di pioppo, riesce letteralmente a farti dimenticare tutto quello che c’è intorno e si resta catturati, direi travolti, dall’espressività del volto della giovane rappresentata dall’artista toscano.

In realtà alla Galleria Nazionale si accede dopo essere prima entrati al Teatro Farnese, al secondo piano del palazzo, che da solo merita assolutamente il prezzo del biglietto. Ricostruito dopo il bombardamento del 1944 , rispettando il progetto originale (che si rifaceva ai teatri greci e romani) e i materiali utilizzati nel 1617-1618 (periodo della sua realizzazione), attualmente oltre ad essere un’entrata unica al mondo ad una galleria espositiva viene anche utilizzato come sede per manifestazioni ed eventi culturali.

Le sale del Museo Archeologico sono dislocate tra il primo piano e il piano terra e raccolgono reperti che spaziano dall’Età del Ferro a quella altomedievale con una sala dedicata anche alla sezione egizia. La sezione però di maggior prestigio è quella dedicata ai reperti di epoca romana trovati negli scavi dell’antica città di Veleia, in provincia di Piacenza. Il museo nacque proprio nello stesso periodo (1760) in cui iniziarono gli scavi della città e i reperti trovati in questo sito archeologico furono tra i primi ad entrarvi, e solo successivamente si arricchì con le altre collezioni. Oltre alla Tabula Alimentaria (tavola in bronzo sulle istituzioni alimentari regolate da Traiano) e due magnifici ritratti bronzei, ciò che mi ha decisamente impressionato sono state le dodici statue marmoree a carattere celebrativo della dinastia giulio-claudia (27 a.C – 68 d.C.) ritrovate nella basilica della città in ottime condizioni.

Il Palazzo della Pilotta è davvero uno scrigno pieno di tesori assoluti.

Terminata la vista, riscaldato nel corpo e soprattutto nello spirito, con un buon bicchiere di Lambrusco ho potuto poi dare inizio ai festeggiamenti per l’ultimo giorno dell’anno.


In Parma last December 31st it was cold, but really cold. My intent after visiting the Duomo, with its appreciable museum of the Opera, and the baptistery, was to spend the rest of the afternoon getting lost in the streets of the Emilian town waiting to start the festivities for the last of the year; but, in fact, the outside temperature helped me to remember how much I love warm climates.

Fortunately I remembered that there is a Renaissance palace in Parma with artworks inside it, and also entire structures, of extraordinary beauty.

I’m talking about the magnificent “Palazzo della Pilotta”.

The name of the palace, built around the end of the sixteenth century, derives from the game of the “pelota”, with which the Spanish soldiers entertained themselves in the solemn main courtyard called after Guazzatoio.

Largely rebuilt after a very serious bombing in 1944, it currently houses the “Galleria Nazionale”, the “Museo Archeologico”, the “Libreria Palatina” (from which it is possible to access the “Museo Bodoniano”) and the imposing “Teatro Farnese”.

For lack of sufficient time I chose to see the “Museo Archelogico” (discounted, I know), the “Teatro Farnese”, which was a pleasant discovery because I had no idea of its size, and the “Galleria Nazionale”. Here, however, I had a somewhat unpleasant surprise and this will force me to come back, allowing me the next time to see also the “Biblioteca Palatina”.

The surprise in question was in the fact that the two rooms dedicated to painters of the seventeenth and eighteenth centuries are only open to the public twice a day on a guided tour due to lack of staff (I avoid commenting on the situation, unfortunately present in many, indeed too many Italian cultural sites), but as it is not indicated anywhere, it is only discovered after that the visit began.

Fortunately, however, artworks to admire are not lacking, not only paintings but also sculptures like the portrait of Maria Luigia of Habsburg of Canova, but I was enough for a work to be already fully satisfied: The “Scapiliata” by Leonardo da Vinci.

I have a visceral passion for Leonardo, every time I hear his name pronounced my attention increases exponentially, so I can let you imagine the pleasant surprise (I admit I did not remember it was in Parma) in finding it in front of me. It is not easy to describe what you feel when you observe it, a artwork of such small size, on a simple poplar tablet, can literally make you forget everything around you and you are captured, I would say overwhelmed, by the expressiveness of the face of the young woman represented by the Tuscan artist.

In reality, the “Galleria Nazionale” is accessed after entered first in the “Teatro Farnese”, on the second floor of the building, which alone deserves the ticket price.

Rebuilt after the bombing of 1944, respecting the original project (which was based on the Greek and Roman theaters) and the materials used in 1617-1618 (period of its construction), currently besides being a unique entry to the world for an exhibition gallery is also used as a venue for events and cultural events.

The rooms of the “Museo Archeologico” are located between the first floor and the ground floor and collect artifacts ranging from the Iron Age to the Early Middle Ages with a room dedicated also to the Egyptian section. The section, however, of greater prestige is that dedicated to the finds of the Roman period found in the excavations of the ancient city of Veleia, in the province of Piacenza. The museum was born in the same period (1760) in which the excavations of the city began and the finds found in this archaeological site were among the first to enter it, and only later it was enriched with the other collections. In addition to the “Tabula Alimentaria” (bronze table on food institutions regulated by Trajan) and two magnificent bronze portraits, what impressed me the most were the twelve marble statues celebrating the Julio-Claudian dynasty (27 BC – 68 AD) found in the city basilica in excellent condition.

The Palazzo della Pilotta is truly a casket full of absolute treasures.

After the sight, warmed in the body and above all in the spirit, with a good glass of Lambrusco I could then start the festivities for the last day of the year.

Archeologo con la passione per la fotografia, toscano d’adozione, attualmente lavoro a Milano per una fondazione culturale e frequento un Master di II livello in Museologia, Museografia e gestione dei Beni Culturali. Mi divido tra Vigevano e Marina di Pisa, ma ogni volta possibile prendo il primo mezzo di trasporto a disposizione, la mia macchina fotografica e cerco una nuova meta da scoprire.

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