Pienza e la Val d’Orcia

Pur trascorrendo diversi periodi dell’anno in Toscana, fino ad alcuni mesi fa non avevo ancora visitato una delle sue zone più famose, in realtà una delle più famose al mondo: la Val d’Orcia.

Quindi pensai di visitarla per i primi giorni dell’anno con la mia compagna, facendo prima una sosta a casa mia a Marina di Pisa per il Capodanno.

A pochi giorni dalla partenza ovviamente l’impianto elettrico di casa saltò e non potendola utilizzare fino alla fine delle feste dovemmo trovare un’alternativa. Finimmo a Parma (che vi ho raccontato in un precedente articolo) e fu molto piacevole.

La mattina del primo gennaio partimmo verso la nostra meta principale, Pienza. La giornata era splendida, sole luminoso e cielo limpido scaldavano la fredda giornata. Le colline che incorniciavano il piccolo borgo, luogo di nascita del futuro Papa Pio II Piccolomini e da lui trasformato in una “città ideale”, scaldavano invece in nostri cuori.

Dopo aver lasciato i bagagli nel b&b “La Vite“, con una stanza così ben arredata e accogliente da mettere in dubbio la nostra voglia di uscire, e aver pasteggiato con tagliere di crostoni e pecorini e calice di vino a “La Vecchia Bottega”, andammo a visitare Palazzo Piccolomini che incornicia insieme al Duomo, al Palazzo Comunale e al Palazzo Borgia la Piazza dedicata proprio al Pio II, mecenate di questa perfetta città rinascimentale.

Il Palazzo, a pianta quadrata su tre piani con un’area terrazzata che domina la Val d’Orcia, merita la visita. La stanca guida che accompagnava i visitatori per le stanze, dicendo semplicemente che numero dell’audioguida in dotazione (cosa ci sta a fare una guida allora?), però mancava decisamente di trasporto.

Il sole stava tramontando e la foschia invernale donava un tocco magico a quelle colline perfette.

Altro tipo di perfezione la trovammo nella tagliata con dadolata di cinta senese mangiata “Al Fierale (ristornate della stessa proprietaria del b&b) e, la sera seguente, nei pici al ragù bianco di cinta e tartufo del “Baccus dove la simpatia contagiosa dei due proprietari rendeva ancora più piacevole la cena.

In quei quattro giorni visitammo anche le splendide Montepulciano, Montalcino e Bagno Vignoni (dove i calici di vino abbondarono ad ogni tappa) ma ciò che restò davvero nel cuore fu la famosa Cappella della Madonna di Vitaleta. La sua suggestiva posizione e la particolarità dei quattro cipressi messi quasi a protezione, l’hanno resa negli anni meta di turisti, curiosi e set di alcune produzioni televisive, come la fiction internazionale con Dustin Hoffman e Richard Madden: Medici: Masters of Florence.

Da appassionato di fotografia mi sono ritenuto davvero fortunato per la luce che abbiamo trovato quella mattina, perché ci ha permesso di fare scatti che conserveremo per sempre a ricordo di un luogo irripetibile.

Uno dei tanti che, per fortuna, esistono in Italia.


Even though I spent different periods of the year in Tuscany, until a few months ago I had not yet visited one of its most famous areas, actually one of the most famous in the world: the Val d’Orcia.

 So I thought to visit it for the first days of the year with my partner, making a first stop at my house in Marina di Pisa for the New Year.

A few days before the start, the electrical system of the house jumped and could not use it until the end of the holidays we had to find an alternative. We ended up in Parma (which I told in a previous article) and it was very pleasant.

On the morning of the first of January we left for our main destination, Pienza. The day was beautiful, sun shone and clear sky warmed the cold day. The hills that framed the small village, the birthplace of the future Pope Pius II Piccolomini and transformed by him into an “ideal city”, instead heated our hearts.

After leaving the luggage in the b&b “La Vite”, with a room so well furnished and welcoming as to doubt if we wanted to go out, and had lunch with platters of crostoni and pecorini and glass of wine at “La Vecchia Bottega“, we went to visit Palazzo Piccolomini, which, together with the Duomo, the Palazzo Comunale and the Palazzo Borgia, framed the square dedicated to the Pio II, patron of this perfect Renaissance city.

The Palace, with a square plan on three floors with a terraced area overlooking the Val d’Orcia, deserves a visit. The tired guide that accompanied the visitors to the rooms, simply saying what the number we needed to listen of the audio guide supplied (what is there a guide then?), had not enthusiasm.

After the visit we reached the panoramic point in front of the square and easily understood why these landscapes were declared Unesco World Heritage Sites in 2004 (the historic center of Pienza earlier, in 1996).

The sun was setting and the winter mist gave a magical touch to those perfect hills.

Another type of perfection we found in “tagliata di Cinta Senese” (pork dish) of “Al Fierale (restaurant of the same owner of the b & b) and, the following evening, in “pici con il ragù bianco di Cinta e tartufo” of the “Baccus, where the contagious sympathy of two owners made dinner even more enjoyable.

 

In those four days we also visited the splendid Montepulciano, Montalcino and Bagno Vignoni (where the wine glasses abounded at each stop-over) but what really remained in the heart was the famous Chapel of the Madonna of Vitaleta. Its suggestive position and the particularity of the four cypresses placed almost to protection, have made it over the years a destination for tourists, curious and set of some television productions, such as the international fiction with Dustin Hoffman and Richard Madden: Medici: Masters of Florence.

As a lover of photography I felt really lucky for the light that we found that morning, because it allowed us to make shots that we will keep forever in memory of an unrepeatable place.

One of the many that, fortunately, exist in Italy.

Archeologo con la passione per la fotografia, toscano d’adozione, attualmente lavoro a Milano per una fondazione culturale e frequento un Master di II livello in Museologia, Museografia e gestione dei Beni Culturali. Mi divido tra Vigevano e Marina di Pisa, ma ogni volta possibile prendo il primo mezzo di trasporto a disposizione, la mia macchina fotografica e cerco una nuova meta da scoprire.

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