Ravenna: mosaici, mosaici ovunque!

Poche chiese e luoghi di culto riescono a suscitare lo stesso stupore di ciò che è possibile trovare nell’accogliente Ravenna.

Era estate quando sono riuscito a trascorrere un paio di giorni nella città che stata la capitale di ben tre antichi regni (il romano, l’ostrogoto e il bizantino) e tra un mosaico e una piadina ammetto di aver capito perché ogni persona che ho conosciuto che ha vissuto anche solo per un a breve periodo in questa città ne parla sempre con la gioia nel cuore e gli occhi che brillano.

Prima di iniziare la vostra visita dei luoghi entrati nel circuito dei siti Unesco nel 1996 vi consiglio di fare il pieno di energie con la più famosa delle piadine tipiche della zona: fichi caramellati e squacquerone. In realtà dovrete stare attenti perchè crea dipendenza. Ve lo assicura uno che ne ha palesemente abusato.

Se riuscirete a non rinchiudervi in una delle ottime piadinerie che vi tenteranno con frequenza lungo le strade della città, troverete qualcosa che non sazierà il vostro stomaco, ma sicuramente il vostro spirito.

Io ho iniziato la mia visita dalla basilica di Sant’Apollinare Nuovo, fatta erigere da Teodorico per celebrare i culti ariani nel 505.

Le tre fasce di cicli musivi che decorano la navata centrale sono l’esatto esempio di ciò che è stato Ravenna: un fondamentale polo culturale e artistico che nel corso dei secoli ha subito influenze diverse. Le decorazioni sono infatti sia a carattere religioso, sia rappresentazioni di palazzi e città.

Nella fascia intermedia, sulla sinistra, troverete un’immagine che qualunque storico dell’arte e archeologo riconoscerà immediatamente, essendo una tipica domanda da esame universitario riferita alla prospettiva: l’immagine “a volo d’uccello del porto di Classe”. Un esempio non consueto nei cicli musivi.

Dopo ho raggiunto il luogo che maggiormente mi ha incantato, dove davvero era impossibile non tenere lo sguardo rivolto verso l’alto a fissare con stupore e devozione gli incredibili (non saprei usare un altro termine) mosaici: la basilica di San Vitale. Particolare già nella sua pianta, essendo a base centrale ottagonale invece che classicamente longitudinale, ha nella decorazione del presbiterio qualcosa di davvero unico al mondo.

Scene bibliche e simboli cristiani si alternano a immagini dell’Imperatore Giustiniano e di sua moglie Teodora, seguiti entrambi da sfarzosi cortei.

Fidatevi, questo è uno di quei siti che almeno una volta nella vita deve assolutamente essere visto, perché pochi altri luoghi a mio avviso riescono a suscitare uno stupore cosi grande. Ti senti insignificante al suo interno, soggiogato e allo stesso tempo attratto da cosi tanta bellezza.

Non che lo stupore si esaurisca usciti da San Vitale, perché anche quel piccolo gioiello del Mausoleo di Galla Placidia e la cupola interna del Battistero Neoniano sono giustamente da inserire nel Patrimonio dell’Umanità.

Prendete poi la macchina e recatevi a pochi chilometri dal centro per raggiungere la frazione di Classe, dove si trova l’altra basilica dedicata al primo vescovo di Ravenna: Sant’Apollinare in Classe.

Sono entrato mentre si stava svolgendo la messa e questo ha reso ancora più intensa la visita. Ho dovuto anche attendere per poter ammirare la decorazione, ovviamente a mosaico, del catino absidale della Basilica dove al di sotto della rappresentazione della trasfigurazione sul Monte Tabor, si può riconoscere al centro la figura di Apollinare.

Come dico spesso nei miei articoli, le mie parole e le mie foto vogliono solo essere da spunto e stimolo per visitare certi posti. Potrei scrivere molto di più, dando più dettagli tecnici e artistici, ma sono convinto che toglierebbero qualcosa. Quel qualcosa che solo gli occhi, in certi luoghi, possono regalare.


Few churches and places of worship can arouse the same astonishment of those pure concentrations of mosaic art that can be found in the welcoming Ravenna.

It was summer when I managed to spend a couple of days in the city that was the capital of three ancient kingdoms (the Roman, the Ostrogoth and the Byzantine) and between a mosaic and a “piadina” I understood why every person I met in my life who has lived in this city always speaks of it with joy in the heart and eyes that shine.

Before starting your visit of the places entered in the Unesco sites circuit in 1996 I suggest you to fill up with the most famous “piadina” typical of the area: caramelized figs and squacquerone (local fresh cheese). In reality you have to be careful because it is addictive. Assures to you one that he has obviously abused it.

If you can not lock yourself in one of the excellent “piadinerie” that will tempt you along the streets of the city, you will find something that will not satisfy your stomach, but surely your spirit.

I began my visit from the Basilica of Sant’Apollinare Nuovo, built by Theodoric to celebrate the Arian cults in 505.

The three bands of mosaic cycles that decorate the central nave are the exact example of what Ravenna has been: a fundamental cultural and artistic center that has undergone different influences over the centuries. The decorations are in fact both religious, and representations of palaces and cities.

In the middle band, on the left, you will find an image that any art historian and archaeologist will immediately recognize, being a typical university exam question related to the perspective: the “bird’s eye” image of the Classe port. not usual in mosaic cycles.

Afterwards I reached the place that most enchanted me, where it was really impossible not to keep the gaze turned upward to stare with amazement and devotion the incredible (I can not use another term) mosaics: the Basilica of San Vitale. Particularly in its plan, having a central octagonal base instead of a classically longitudinal one, it has in the decoration of the presbytery something truly unique in the world.

Biblical scenes and Christian symbols alternate with images of the Emperor Justinian and his wife Theodora, both followed by sumptuous parades.

Trust me, this is one of those sites that at least once in life must absolutely be seen, because few other places in my opinion manage to arouse such a big surprise. You feel insignificant, subjugated and at the same time attracted by so much beauty.

Not that the amazement is exhausted from San Vitale, because even that little jewel of the Mausoleum of Galla Placidia and the inner dome of the Neonian Baptistery are rightly to be included in the World Heritage.

Then take the car and go a few kilometers from the center to reach Classe, where there is the other basilica dedicated to the first bishop of Ravenna: Sant’Apollinare in Classe.

I entered while the mass was being held and this made the visit even more intense. I also had to wait in order to admire the decoration, obviously of mosaic, of the apse of the Basilica where below the representation of the transfiguration on Mount Tabor, one can recognize the figure of Apollinaris in the center.

As I often say in my articles, my words and my photos just want to be a starting point and a stimulus to visit certain places. I could write a lot more, giving more technical and artistic details, but I am convinced that they would remove something. That something that only the eyes, in some places, can give.

Archeologo con la passione per la fotografia, toscano d’adozione, attualmente lavoro a Milano per una fondazione culturale e frequento un Master di II livello in Museologia, Museografia e gestione dei Beni Culturali. Mi divido tra Vigevano e Marina di Pisa, ma ogni volta possibile prendo il primo mezzo di trasporto a disposizione, la mia macchina fotografica e cerco una nuova meta da scoprire.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *