San Miniato: tra Medioevo e tartufo

A novembre, come ogni anno, c’è un appuntamento cui non voglio proprio mancare: la Mostra Internazionale del Tartufo Bianco a San Miniato.

Premettendo che il piccolo borgo medievale al confine tra le province di Pisa e Firenze merita tutto l’anno di essere visitato, grazie alla mostra (arrivata quest’anno alla quarantasettesima edizione) assume un’atmosfera unica.

Centro toscano apprezzato per la lavorazione del cuoio e appunto per il suo tartufo, ha nella Rocca, fatta erigere da Federico II di Svevia, il suo simbolo.

Consiglio di intraprendere la visita del borgo partendo dal suo punto più elevato, dal quale si può ammirare un panorama da togliere il fiato, e da li ridiscendere per scoprirne ogni angolo e monumento, come ad esempio il seminario vescovile del XVIII secolo, che con la sua magnifica facciata abbraccia la piazza della Repubblica, o la cattedrale di Santa Maria Assunta e di San Genesio, edificata nel XII secolo ma più volte rimaneggiata, decorata al suo interno con dettagli fortemente barocchi.

In realtà San Minato è divisa in città bassa (la parte moderna) e città alta, dove si trova il suo centro storico. Durante tutto l’anno è possibile raggiungere in macchina la città alta (consiglio di parcheggiare in Piazzale Dante) ma durante la Mostra il centro storico viene chiuso e lo si può raggiungere solo a piedi o tramite navetta da San Minato basso.

Il motivo della chiusura è che il borgo, nei week end interessati dalla mostra (solitamente gli ultimi tre di novembre e il primo di dicembre, quest’anno però si è tenuta solo a novembre), diventa un’unica grande area espositiva, con gli stand e le bancarelle posizionate in diverse aree del centro storico.

Oltre al tartufo però c’è molto di più: vini e olii delle aziende agricole del territorio, i migliori prodotti toscani e anche molti altri provenienti da tutta Italia. Ci sono inoltre continui eventi di show cooking ed è possibile degustare i vini delle aziende san miniatesi.

Ho iniziato la visita con degli assaggi di vino e per riprendermi era stata necessaria una schiacciata con porchetta e pecorino tartufato e una piacevole passeggiata fino alla rocca al tramonto per scattare alcune foto al campanile della cattedrale. Superato il “momento critico” la fame era tornata a farsi sentire e avevo pensato di fermarmi al ristorante L’Upupa, il mio preferito a San Miniato, per mangiare delle tagliatelle al cinghiale o il suo famoso peposo alla fornacina. Mi ero dimenticato però di prenotare (e durante la Mostra è ovviamente impossibile trovare posto) e allora ho tentato la fortuna chiamando l’Osteria Sant’Omobono a Pisa per vedere se c’era ancora un tavolo per due persone.

C’era. Ed era l’ultimo.

Il suo delizioso menù ve le descriverò però prossimamente in un altro post.

 


In November, like every year, there’s an appointment I don’t want to miss: the International White Truffle Show in San Miniato.

Premise that the small medieval village on the border between the provinces of Pisa and Florence deserves all the year to be visited, thanks to the exhibition (arrived this year at the forty-seventh edition) takes on a unique atmosphere.

Tuscan center appreciated for leather processing and precisely for its truffle, it has in the “Rocca”, erected by Frederick II of Swabia, its symbol.

I advise you to embark on the visit of the village from its highest point, from which you can admire a breathtaking panorama, and go back there to discover every corner and monument, such as the eighteenth-century bishop’s seminary, which with its magnificent facade embraces the “Piazza della Repubblica”, or the cathedral of Santa Maria Assunta and San Genesio, built in the 12th century but repeatedly reworked, decorated inside with strongly baroque details.

In reality San Minato is divided into a low city (the modern part) and a tall city, where its historic center is located.

During the whole year you can reach the tall city by car (I advise you to park in “Piazzale Dante”) but during the Exhibition the historic centre is closed and can be reached only by foot or by shuttle from low city.

The reason for the closure is that the village, on weekends interested in the exhibition (usually the last three of November and the firts of December, but this year was only held in November), becomes a single large exhibition area with stands and stalls located in different areas of the historic centre.

In addition to truffles, there is a lot more: wines and oils from farms in the area, the best Tuscan products and many others from all over Italy. There are also continuous show cooking events and you can taste the wines of the San Miniato companies.

I started the visit with wine tastings and to recover me I needed a “schiacciata” with porchetta and truffle pecorino and a nice stroll to the “Rocca” at sunset to take some photos at the bell tower of the cathedral.

After the “critical moment” hunger had come to be felt and I was thinking of stopping at the restaurant “L’Upupa”, my favorite in San Miniato, to eat wild boar noodles or her famous “peposo alla fornacina”. I had forgotten to book it (and during the show it is obviously impossible to find a table) and then I tried luck by calling Osteria Sant’Omobono to Pisa to see if there was still a table for two people.

There was it. And it was the last.

But her delicious menu will be describe soon to another post.

Archeologo con la passione per la fotografia, toscano d’adozione, attualmente lavoro a Milano per una fondazione culturale e frequento un Master di II livello in Museologia, Museografia e gestione dei Beni Culturali. Mi divido tra Vigevano e Marina di Pisa, ma ogni volta possibile prendo il primo mezzo di trasporto a disposizione, la mia macchina fotografica e cerco una nuova meta da scoprire.

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