Vigevano, camminare nel Rinascimento

Pur sentendomi ormai toscano d’adozione, lombardo lo sono di nascita. Per l’esattezza sono vigevanese da trent’anni.

Ho sempre avuto un rapporto di amore e odio con Vigevano, una città dal potenziale straordinario, ma purtroppo solo a volte (a mio parere) compreso e valorizzato.

Uso il termine straordinario non a caso, perché davvero non sono molte le città italiane delle dimensioni di Vigevano a poter vantare un così originale e intrigante complesso di architetture rinascimentali come quelle che si snodano tra la piazza e il castello.

Sulla piazza aleggia benevola persino l’ombra di uno dei più grandi artisti della storia: Leonardo da Vinci.

Realizzata, infatti, per volere di Ludovico il Moro tra il 1492 e il 1494, i portici e le arcate sorrette da 84 colonne che la circondano rievocano con forza alla mente gli schizzi disegnati per l’ipotetica “Città Ideale” immaginata dal Genio toscano.

Non si ha la reale certezza di un coinvolgimento dell’artista nella creazione della piazza (anche se pare scontata almeno la sua presenza in città, avendo lavorato sotto gli Sforza per oltre vent’anni), ma nessun vigevanese sosterrà mai il contrario.

E non provate a contraddirlo.

La cattedrale di Sant’Ambrogio, con la sua facciata barocca, sembra voler proteggere il lato della piazza privo di portici mentre la torre, che deve la sua attuale forma al Bramante, è il simbolo della città e svetta imponente a controllo del centro storico.

Vi consiglio di intraprendere la sua salita per apprezzare da un suggestivo punto panoramico il cuore della piazza.

 

Come accennavo questa è strettamente messa in relazione con il castello.

Il castello è uno dei complessi fortificati più grandi d’Europa (contando tutti gli edifici che lo compongono si superano i 70 mila metri quadrati di superficie). Al suo interno sono ospitati diversi musei, tra i quali la pinacoteca, il museo internazionale della calzatura e il (discutibile) museo dedicato alle opere di Leonardo da Vinci, “Leonardiana”. Non è mia intenzione fare polemica ma mi chiedo sempre quando lo visito se in quegli spazi, al posto di creare un museo replicabile ovunque con belle copie, ma pur sempre copie, di opere d’arte non si sarebbe potuto fare altro e utilizzare in maniera diversa quegli spazi. Anche perché, da buoni vigevanesi, dopo un iniziale facile entusiasmo si è perso interesse intorno a questo museo.

Personalmente però le zone che suscitano in me maggior fascino sono le scuderie e la strada coperta.

Nelle scuderie si scorge ancora il possibile zampino di Leonardo, in quanto tra queste una soprattutto ricorda fortemente “la stalla modello” del Codice B di Parigi e del codice Trivulziano.

In un’altra di esse ha sede il museo archeologico, a ingresso libero e con reperti degni di visita.

La strada coperta, molto gradita alla mia cagnolona Milka essendo riparata e in estate fresca, è una struttura architettonica unica nel suo genere. Fu realizzata come passaggio sicuro per permettere il transito dei Signori della città all’interno del castello e oggi permette di arrivare con rapidità nel cortile e, passando sotto la torre, scendere direttamente nella piazza.

Camminare per le vie del centro storico di Vigevano equivale davvero a respirare storia e arte e, proprio poiché alterno questa magnifica vista a quella di altre città storiche che hanno meno da offrire, mi chiedo perché troppo spesso noi ci scordiamo di questa sua bellezza.

La diamo per scontata.

Con questo però non voglio sconsigliarvela, anzi, vi invito fortemente a visitarla.

Così, forse, i vostri occhi ci aiuteranno a non dimenticare quanto di unico possediamo e dobbiamo difendere.


Even though I am by now a Tuscan by adoption, I am from Lombardy. To be exact, I’m Vigevanese from thirty years.

I have always had a relationship of love and hate with Vigevano, a city with extraordinary potential, but unfortunately only sometimes (in my opinion) understood and valued.

I use the term extraordinary not by chance, because there really are not many Italian cities the size of Vigevano to be able to boast such an original and intriguing complex of Renaissance architecture such as those that wind between the square and the castle.

Even the shadow of one of the greatest artists in history hovers benevolently on the square: Leonardo da Vinci.

Created, In fact, at the wish of Ludovico il Moro between 1492 and 1494, the arcades and arches supported by 84 columns that surround it strongly remind of the sketches designed for the hypothetical “Ideal City” imagined by the Tuscan genius.

There isn’t the real certainty of an involvement of the artist in the creation of the square (even if it seems obvious at least his presence in the city, having worked under the Sforza for over twenty years), but no inhabitant of Vigevano will support the opposite.

And do not try to contradict it.

The cathedral of Sant’Ambrogio, with its baroque facade, seems to want to protect the side of the square without arcades and the tower, which owes its current form to Bramante, is the symbol of the city and stands impressively to control the historic center.

I suggest you go up to appreciate the heart of the square from an impressive panoramic view.

As I mentioned this is strictly related to the castle.

The castle is one of the largest fortified complexes in Europe (counting all the buildings that make up it, exceeded 70 thousand square meters of surface).

Inside there are several museums, including the art gallery,  the international shoe museum and the (questionable) museum dedicated to the works of Leonardo da Vinci, “Leonardiana”. It is not my intention to make controversy but I always wonder when I visit it if in those spaces, instead of creating a museum replicable everywhere with beautiful copies, but simple copies, of paintings could not be done other things and use in a manner different those spaces. Also because, from good inhabitants of Vigevano, after an initial easy enthusiasm, interest was lost around this museum.

Personally, however, the areas that arouse in me most charm are the “scuderie” (the stables) and the “strada Coperta” (the covered road).

In the stables there is still the possible hand of Leonardo, as one of these especially strongly recalls “the stables model” of the Code B of Paris and the Trivulziano code.

In another of them there is the archaeological museum, with free admission and with reperts worthy of visit.

The covered road, very welcome to my dog Milka being sheltered and cool in summer, is a unique architectural structure of its kind. It was built as a safe passage to allow the transit of the Lords of the city inside the castle and today allows you to quickly arrive in the courtyard and, passing under the tower, go straight into the square.

Walking through the streets of the old town of Vigevano is really like breathing history and art and, just because i alternate this magnificent view to that of other historic cities that have less to offer, I wonder why we too often forget this beauty.

We take it for granted.

With this, however, I do not want to discourage you, on the contrary, I strongly urge you to visit it.

So, maybe, your eyes will help us not to forget how much we own and must defend.

Archeologo con la passione per la fotografia, toscano d’adozione, attualmente lavoro a Milano per una fondazione culturale e frequento un Master di II livello in Museologia, Museografia e gestione dei Beni Culturali. Mi divido tra Vigevano e Marina di Pisa, ma ogni volta possibile prendo il primo mezzo di trasporto a disposizione, la mia macchina fotografica e cerco una nuova meta da scoprire.

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