Il Parco Archeologico di Paestum

Soggiornavo a Pompei quando decisi, il giorno dopo aver visitato i famosi scavi, di prendere l’auto e recarmi al parco archeologico di Paestum.

Durante il tragitto per un paio di volte mi sono sentito come Ulisse tentato dalle sirene e dal loro canto. A differenza dell’eroe omerico però le mie tentazioni si chiamavano Costiera Amalfitana e “Zizzona” di Battipaglia.

Era una caldissima giornata di fine agosto, e vedendo dalla macchina il paesaggio da sogno della Costiera che si apriva davanti ai miei occhi, l’idea di cambiare itinerario, farmi un bagno e mangiare dopo una pizza nella pittoresca cittadina campana mi stuzzicava.

Il desiderio di vedere Paestum mi fece desistere da questa prima tentazione.

La seconda però arrivò in un momento critico. Ero ormai vicino alla meta, avevo sbagliato un paio di volte strada e iniziavo a sentire un certo appetito, quando ad un tratto mi ritrovai davanti ad una gastronomia molto invitante che indicava tra le sue specialità “la vera Zizzona di Battipaglia”. Erano però solo le 11 del mattino, mi avrebbero forse scambiato probabilmente per un folle che voleva fare una colazione alternativa, così a malincuore tenni il mio stomaco a bada.

Parcheggiato e fatto il biglietto al museo archeologico, mi sono poi addentrato nel parco.

Entrato nella lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 1998, il sito ospita al suo interno i resti degli spazi pubblici della famosa città della Magna Grecia, tra i quali spiccano i tre templi dedicati rispettivamente ad Hera, Atena e Nettuno.

Dopo essere stato teneramente assalito da due cagnolini, che da come si muovevano per il parco dovevano esserne assidui frequentatori, mi sono incamminato verso il tempio più vicino, quello dedicato ad Atena, realizzato intono al 500 a.C. con una struttura impostata sull’ordine dorico, più semplice rispetto agli altri.

A differenza dei altri due non era possibile accedere al suo interno.

Attraversato quindi il parco e osservati i resti di antichi edifici come foro, curia, terme e anfiteatro sono poi giunto al cospetto dell’imponente, e ben conservato, tempio di Nettuno, della metà del IV secolo a.C.. Avvicinandomi era impossibile non restare a bocca aperta: un perfetto esempio di struttura greca antica che si ergeva davanti ai miei occhi. Entrato poi al suo interno, ho potuto ammirare perfettamente l’architettura e i materiali con cui fu edificato. Non essendoci molta gente a quell’ora mi sono preso un po’ di tempo per sedermi al suo interno e rilassarmi, cercando di immaginare ogni dettaglio di come doveva essere al culmine del suo splendore, con la sua cella divisa in tre navate da due alti colonnati su due piani.

C’era qualcosa di potente e reverenziale in quel luogo. Ho provato inoltre un estremo senso di pace.

Trovo quindi molto intelligente l’idea avuta dal Direttore di creare una tessera annuale che con un prezzo davvero contenuto (25 euro l’intero) permette di usufruire per tutto l’anno del parco e dei suoi spazi. Per gli abitanti locali o limitrofi è sicuramente un ottimo luogo dove incontrarsi e trascorrere del tempo.

Dopo aver visitato l’ultimo tempio (il più antico), dedicato a Hera e chiamato anche “Basilica” (perché, quando nel Settecento si iniziarono a compiere studi sui templi, si pensava potesse essere una basilica adibita quindi a tribunale e dedicata ad assemblee dei cittadini), sono andato a vedere nel museo archeologico quella che viene considerata un’eccezionale testimonianza della pittura greca a grandi dimensioni: la Tomba del Tuffatore.

Su lastre di travertino, che andavano a formare la tomba vera e propria del 475 a.C. circa ritrovata a due km a sud Paestum, furono rappresentate scene di simposio e la principale di un giovane che si tuffa nel mare, simbolo del passaggio dalla vita alla morte.

Il museo, davvero ben allestito, contiene anche molte altre interessanti opere che spaziano dall’età preistorica a quella romana, ma ovviamente la tomba è il pezzo più pregiato.

Prima di tornare a Pompei ho anche fatto un giro a Torre Annunziata a vedere la famosa villa di Poppea.

Ma questa è un’altra storia…

 

PS: al ritorno la “Zizzona” però l’ho mangiata.


I stayed in Pompeii when I decided, the day after visiting the famous excavations, to take the car and go to the archaeological park of Paestum.

On the way a couple of times I felt like Ulysses, tempted by the sirens and their song. Unlike the Homeric hero, however, my temptations were called Costiera Amalfitana and “Zizzona” of Battipaglia (a big and delicious mozzarella).

It was a very hot day at the end of August, and seeing from the car the dream landscape of the Coast that opened before my eyes, the idea of changing itinerary, taking a bath and eating after a pizza in the picturesque town teased me.

The desire to see Paestum made me desist from this first temptation.

The second one however arrived at a critical moment. I was now close to the goal, I was wrong a couple of times the street and I began to feel a certain appetite, when suddenly I found myself in front of a very inviting gastronomy that indicated among his specialties “the true Zizzona of Battipaglia”. But it was only 11 in the morning, I would probably seem a madman who wanted an alternative breakfast, so reluctantly I kept my stomach at bay.

Parked and made the ticket to the archaeological museum, I then went into the park.

Entered in the list of UNESCO World Heritage Sites in 1998, the site houses inside the remains of public spaces of the famous city of Magna Graecia, among which stand out the three temples dedicated respectively to Hera, Athena and Neptune.

After being tenderly assailed by two dogs, that how they moved around the park had to be frequent visitors, I walked to the nearest temple, the one dedicated to Athena, built around 500 B.C. with a structure set on the Doric order, simpler than the others.

Unlike the other two it was not possible to access it inside.

After crossing the park and observing the remains of ancient buildings such as the forum, the curia, the thermal baths and the amphitheater, then we arrived in front of the imposing, well-preserved, temple of Neptune, dating back to the mid-4th century B.C.. Approaching it was impossible not to be amazed: a perfect example of ancient Greek structure that stood before my eyes. Then entered inside, I could perfectly admire the architecture and materials with which it was built.

Since there were not many people at that time I took a little time to sit inside and relax, trying to imagine every detail of how it could be at the height of its splendor, with his cell divided into three aisles of two high colonnades on two floors.

There was something powerful and reverential there. I also felt an extreme sense of peace.

So I find very clever the idea of the Director to create an annual card that with a really low price (25 euros the whole) allows you to enjoy the park and its spaces throughout the year. For local or neighboring inhabitants it is certainly a great place to meet and spend time.

After visiting the last temple (the oldest), dedicated to Hera and also called “Basilica” (because, when in the eighteenth century they began to study the temples, it was thought could be a basilica then used as a court and dedicated to assemblies of the citizens), I went to see in the archaeological museum what is considered an exceptional testimony of large-scale Greek painting: the “Tomba del Tuffatore”.

On travertine slabs, which went to form the real tomb of about 475 BC at two kilometers south of Paestum, were represented symposium scenes and the main of a young man who dives into the sea, a symbol of the transition from life to death.

The museum is really well set up, it also contains many other interesting artifacts ranging from prehistoric to Roman times, but of course the tomb is the most valuable piece.

Before returning to Pompeii I also took a tour of Torre Annunziata to see the famous villa of Poppea.

But this is another story …

 

PS: I ate the “Zizzona” on my way back.

Archeologo con la passione per la fotografia, toscano d’adozione, attualmente lavoro a Milano per una fondazione culturale e frequento un Master di II livello in Museologia, Museografia e gestione dei Beni Culturali. Mi divido tra Vigevano e Marina di Pisa, ma ogni volta possibile prendo il primo mezzo di trasporto a disposizione, la mia macchina fotografica e cerco una nuova meta da scoprire.

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