La Cattedrale dei tesori

Chiese, pievi, basiliche e cattedrali.

La Toscana è custode da secoli di alcune delle più belle architetture religiose del nostro Paese, ricche di tesori unici e inestimabili.

Tra queste, ovviamente, ai primi posti deve essere citata la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Duomo di Siena.

Ho visitato diverse volte questo luogo, insieme al Battistero e al Museo dell’Opera del Duomo, eppure ogni volta qualcosa di nuovo è sempre riuscito ad ammagliarmi. È impossibile stando al suo interno, alzando la testa e guardandosi intorno, non restare sbalorditi e letteralmente a bocca aperta.

Le sue colonne sembrano non avere termine, pavimento e soffitto sono finemente decorati e ogni angolo regala puri gioielli dell’arte italiana.

Alzando lo sguardo dalla navata centrale ti senti osservato, perché nel davanzale che la sormonta trovano rifugio 171 busti di papi e al di sotto di essi, a intervalli regolari, 36 busti di imperatori romani.

Avrei bisogno di molte più pagine per poterla descrivere tutta ma quello che per me merita di essere ricordato, sopra ad ogni altra cosa, è il pavimento, tra i più vasti e pregiati esempi in marmo del suo genere. Definito da Vasari come il più bello, grande e magnifico mai realizzato, è composto da oltre sessanta scene, molte delle quali spesso vengono coperte per proteggerlo. Solo in un periodo dell’anno, generalmente tra agosto e ottobre, si ha la fortuna di poterlo ammirare completamente libero.

Queste scene non videro tutte luce nello stesso periodo, in quanto la loro realizzazione si protrasse per sei secoli, dal Trecento fino all’Ottocento.

Molti artisti, tutti senesi tranne il Pinturicchio (sua è la scena dell’Allegoria del monte della sapienza), parteciparono alla realizzazione di questa immensa opera; tra i più attivi ci fu Domenico Beccafumi, che vi lavorò per oltre vent’anni, raggiungendo un livello stilistico così elevato da poter essere paragonato a quello dei migliori dipinti dell’epoca.

Riguardo alle opere di scultura e pittura al suo interno, la scelta è talmente ampia che è davvero impossibile qui citarle tutte: dal “San Girolamo” del Bernini a “l’incontro tra Federico III e Eleonora del Pinturicchio”, dal San Giovanni Battista di Donatello ai “santi e beati senesi” di Salimbeni, dal pulpito di Nicola Pisano alla “visitazione” del Maratti.

Ricordandoci, ovviamente, della vetrata di Duccio di Buoninsegna (l’originale è conservata al Museo dell’Opera del Duomo, che ospita anche la “Madonna del perdono” di Donatello) e della Libreria Piccolomini, dove gli affreschi realizzati sempre dal Pinturicchio e dai suoi allievi la rendono un’eccellenza del panorama artistico italiano.

Non ho ancora finito, perché non posso almeno non citarvi i circa 180 metri quadri di affreschi duecenteschi che vi appariranno nella cripta (anche se per l’esattezza è un semplice ambiente sotterraneo), riscoperti nel 1999 durante dei lavori di restauro della struttura o il fonte battesimale nel battistero a ridosso della cattedrale stessa, a cui vi lavorarono artisti come Donatello e Ghiberti.

Da ultimo vi cito la “Maestà” di Duccio di Buoninsegna nel Museo dell’Opera, tra le più importanti e apprezzate opere del maestro senese.

La cosa più emozionante, mentre scrivo queste righe, è rendersi conto che  in questa impressionante architettura religiosa, e nei luoghi a poche decine di metri da essa, sono concentrate alcune tra le opere più eccezionali dell’arte italiana. Privilegio unico è poter ancora oggi appagare i nostri occhi nutrire il nostro spirito con i frutti di epoche  irripetibili.

Godiamone appieno. Sempre.


Churches, parish churches, basilicas and cathedrals.

Tuscany has been the custodian for centuries of some of the most beautiful religious architecture of our country, with unique and priceless treasures.

Among these, obviously, the Cathedral of Santa Maria Assunta, the Duomo of Siena, must be mentioned in the first places.

I visited this place several times, together with the Baptistery and the Museo dell’Opera del Duomo, and yet each time something new has always managed to amaze me.

Its columns seem to have no end, floor and ceiling are finely decorated and each corner offers pure jewels of Italian art.

Looking up from the central nave you feel observed, because 171 busts of popes find refuge in the sill that surmounts it, and below them at regular intervals, 36 busts of Roman emperors.

I would need many more pages to be able to describe it all but what for me deserves to be remembered above all else is the floor, among the largest and most valuable examples in marble of its kind. Defined by Vasari as the most beautiful, great and magnificent ever made, it is composed of over sixty scenes, many of which are often covered to protect it. Only in a period of the year, generally between August and October, is it fortunate to be able to admire it completely free.

These scenes did not create in the same period, as their realization lasted for six centuries, from the fourteenth to the nineteenth century.

Obviously many artists, all from Siena except Pinturicchio (of him is the scene of the Allegory of the mountain of wisdom), participated in the realization of this immense work; among the most active there was Domenico Beccafumi, who worked there for over twenty years, reaching a stylistic level so high that it could be compared to the best paintings of the time.

As for the works of sculpture and painting present within it, it is really impossible to mention them all here: from “San Girolamo” by Bernini to “the meeting between Federico III and Eleonora del Pinturicchio”, from Donatello’s San Giovanni Battista to “Saints and beati senesi” of Salimbeni, from the pulpit of Nicola Pisano to the “visitation” of Maratti; there is only one to choose from.

Always remembering, of course, the presence of Duccio di Buoninsegna’s stained glass window (the original is kept at the Museo dell’Opera del Duomo, which also houses the “Madonna del Perdono” by Donatello) and the Piccolomini Library, where the frescoes created by Pinturicchio and from his students make it an excellence of the Italian art scene.

I have not finished yet, because I cannot at least not cite the approximately 180 square meters of thirteenth-century frescoes that appear in the crypt (even if it is a simple underground environment), rediscovered in 1999 during a restoration or the baptismal font in the baptistery close to the cathedral itself, to which artists such as Donatello and Ghiberti worked there.

Finally, I quote the “Maestà” of Duccio di Buoninsegna in the Museum of the Opera, one of the most important and appreciated works of the Sienese master.

The most exciting thing, as I write these lines, is to realize that I have not mentioned many other works or curiosities about the cathedral; and to understand that some of the most exceptional works of Italian art are concentrated in this impressive religious architecture, and in the places a few dozen meters from it. We have a unique privilege to still be able to satisfy the senses with the fruits of probably unrepeatable ages.

Let’s enjoy it to the full. Always.


LINK UTILI:

Opera della Metropolitana di Siena: https://operaduomo.siena.it/it/

Archeologo con la passione per la fotografia, toscano d’adozione, attualmente lavoro a Milano per una fondazione culturale e frequento un Master di II livello in Museologia, Museografia e gestione dei Beni Culturali. Mi divido tra Vigevano e Marina di Pisa, ma ogni volta possibile prendo il primo mezzo di trasporto a disposizione, la mia macchina fotografica e cerco una nuova meta da scoprire.

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