Puntata 13 – Croazia on the road (parte 2)

Ancora in viaggio nell’avvincente Croazia.

Se avete ascoltato la puntata precedente, dove ho raccontato i primi quattro giorni del mio tour tra le città croate, vi ricorderete che ci siamo lasciati con l’ultima notte a Spalato e con quel capolavoro assoluto del Palazzo di Diocleziano.

Il quinto giorno ci aspettavano circa tre ore di tragitto e poco più di 200 chilometri per raggiungere la meta più distante del nostro itinerario: Dubrovnik, in italiano chiamata anche Ragusa.

Fortunatamente quella mattina Roberto ci aveva graziati: niente chiavi perse o documenti dimenticati.

La nostra tabella di marcia era salva e Davide era in posizione, al volante della sua auto, per portarci nella “Perla dell’Adriatico”.

Quindi, se avete voglia di ascoltarmi, continuo il racconto della mia Croazia on the road!

Puntata 13_Croazia_Copertina Blog

 

Per parlarvi di Dubrovnik non posso che partire dalla calorosa accoglienza che ci fece la proprietaria dell’appartamento (a mio avviso il migliore di tutti perché posto nel centro della città vecchia).

Eravamo già discretamente accaldati, perché dovendo arrivare a piedi al nostro appartamento e non essendo possibile raggiungerlo in auto, avevamo parcheggiato leggermente distanti.

Con le valige e diverse scalinate da fare sotto il sole che era già alto in cielo non eravamo quindi giunti alla porta proprio freschi e presentabili.

Ma alla proprietaria interessava ben poco!

 

Entrati nell’appartamento la signora ci accolse con un sorriso davvero raggiante e, soprattutto, con in mano un liquore alle erbe di sua produzione, che intendeva offrirci come benvenuto.

Eravamo disidratati, con la necessità di assumere acqua fresca e un liquore alle 11:00 del mattino non era sicuramente la bevanda più consigliata per recuperare i liquidi.

Il risultato?

Dopo neanche dieci minuti eravamo alticci, a ridere e scherzare in un inglese assolutamente raffazzonato con la signora, che tutta contenta del nostro gradimento del liquore ci aveva salutato dandoci indicazioni riguardanti la casa e sul come muoverci in zona.

Indicazioni che in quel momento nessuno di noi era in grado di recepire.

Dopo aver comprato e finito una cassa d’acqua per reidratarci e riprenderci avevamo voluto dare un primo rapido sguardo della città, perché faceva davvero caldo e l’intenzione era di raggiungere il prima possibile una spiaggia, per poi dedicare il tempo adeguato la mattina seguente ai dettagli del centro storico.

Centro storico che, come per Spalato, è stato inserito dal 1979 nella lista dei Patrimoni UNESCO.

E non poteva essere altrimenti… perché già dai primi passi nella Città Vecchia, dalla forte impronta medievale con le sue alte mura bianche che dal XII secolo la proteggono, ci si sentiva rapiti e si volava con l’immaginazione e la fantasia.

Infatti, come vi avevo accennato nella puntata precedente, il centro storico è stato tra le location principali di una tra le più famose serie televisive di tutti i tempi: Il Trono di Spade.

La capitale del Sette Regni televisivi, “Approdo del Re”, è stata infatti ambientata tra le torri e i bastioni della città croata e, ad esempio, passando davanti alla scalinata della chiesa gesuita di Sant’Ignazio, per i fan della serie sarà impossibile non ricordare la famosa scena dove viene gridata più volte la parola “vergogna” alla Regina Cersei.

Il Trono di Spade ha dato molta notorietà alla città, soprattutto oltreoceano, ma anche senza il suo aiuto Dubrovnik era già riconosciuta per essere una delle mete più rinomate della Croazia.

Però, un’aggiunta di notorietà sicuramente non ha fatto male!

Avevamo principalmente camminato attraverso la strada principale, chiamata la Placa o Stradun, che taglia tutto il centro storico dalla famosa Porta Pile alla Piazza della Loggia.

La sua particolarità è la pietra calcarea bianca che ne compone la pavimentazione, attraversata ogni giorno da migliaia di turisti.

Però il caldo stava diventando davvero tremendo e quindi il richiamo del mare ci aveva obbligato a cercare una spiaggia non troppo distante per quel primo giorno.

Ne avevamo trovata una di sabbia abbastanza affollata, che andava comunque più che bene.

La sera poi avevamo girato nel centro, trovando locali gremiti di turisti e anche qualche luogo più tranquillo e, come sempre in quelle sere, eravamo tornati tardi a letto, soddisfatti per la bella giornata trascorsa.

Il problema era stato però che eravamo tornati un po’ troppo tardi a letto e la mattina eravamo usciti per visitare meglio la Città Vecchia quando già il sole picchiava forte sulle nostre teste.

All’inizio, comunque, quei raggi caldi ci sembravano sopportabili e vedemmo con discreta serenità alcuni dei monumenti principali: la Fontana di Onofrio, la Chiesa di San Biagio, la Colonna di Orlando e il Monastero di San Francesco, fermandoci poi ad alzare lo sguardo verso la Torre dell’Orologio che, alta circa 30 metri, svetta al termine dello Stradun, in Piazza della Loggia.

La particolarità di questa torre è data dai cosiddetti Zelenci: due figure in bronzo che allo scoccare dell’ora suonano l’imponente campana in cima alla struttura. Quelli che potete ammirare ora in realtà sono copie, gli originali si trovano nel Palazzo del Rettore.

Eravamo arrivati alla Cattedrale barocca dell’Assunzione, progettata alla fine del Seicento dall’architetto Andrea Bufalini, e lì la nostra sudorazione stava iniziando a diventare considerevole.

Io non patisco tanto il sole e il caldo, ma giuro che iniziavo a soffrire anche io.

Avevamo probabilmente scelto una delle giornate più afose di quell’estate croata per intraprendere quell’esplorazione!

Giusto il tempo di ammirare l’Assunzione della Vergine di Tiziano, custodita all’interno della Cattedrale, e ci venne poi, in quel luogo pieno di misticismo, l’ispirazione divina:

Perché non salire a mezzogiorno a fare il giro delle mura della Città Vecchia?

La nostra idea era più che altro stata forzata dalla necessità di immergerci il prima possibile in acqua, però volevamo fare anche il giro delle mura… quindi sapevamo che dovevamo per forza farlo in quel momento, perché prima di sera non saremmo tornati in centro.

Praticamente non esisteva un angolo di ombra!

Posterò un video a dimostrazione delle condizioni in cui eravamo a fine percorso.

La disidratazione fu davvero nostra fedele compagna in quei due giorni a Dubrovnik!

Durante la passeggiata lungo la cinta muraria eravamo entrati nella Fortezza Minčeta, la più grande torre difensiva di Dubrovnik. Costruita a partire dal 1319 permetteva di ammirare perfettamente la Città Vecchia dall’alto e il mare cristallino che tanto volevamo raggiungere.

Sconvolti e praticamente senza più liquidi in corpo avevamo poi cercato una spiaggia a pochi chilometri dal centro dove rilassarci fino al tramonto, che fu tra l’altro spettacolare. Rosso e caldo, sembrava quasi volerci dare un saluto finale, visto che il giorno seguente saremmo ripartiti.

La mattina del settimo giorno era infatti il momento di risalire verso la nostra ultima meta: Zara.

Anche l’ultimo appartamento era stato di nostro gradimento: vicino al mare, si affacciava sull’antico foro romano, tra le chiese di Santa Maria e, soprattutto, di San Donato.

Ho scattato diverse foto all’esterno di quest’ultima chiesa dallo stile protobizantino: la sua struttura meno canonica a pianta centrale e la potenza delle sue forme l’avrebbero potuta far collocare tranquillamente a Ravenna o a Istanbul.

L’aria era più fresca rispetto a Dubrovnik e decidemmo di esplorare prima la città e concederci il bagno finale il giorno successivo, che sarebbe stato anche l’ultimo, purtroppo, di vacanza.

Zara aveva fatto parte dei possedimenti della Repubblica Marinara di Venezia e le sue fortificazioni sono oggi inserite nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, ma rispetto alle città visitate in precedenza, qui si respirava un’aria più moderna, e anche meno turistica.

Avevamo deciso di non porci mete specifiche e, dopo esserci fermati nella Piazza dei Cinque Pozzi, così chiamata per la presenza di queste strutture ancora in pregevoli condizioni, avevamo avuto una bella sorpresa, perché scoprimmo la melodia dell’Organo Marino.

Aspettate, mi spiego:

Per quanto riguarda la piazza, i pozzi furono costruiti ai tempi delle invasioni turche per non far mancare l’acqua ai cittadini e questo è oggi uno dei luoghi più piacevoli della città.

Ignoravamo la sua esistenza e fu già una bella scoperta.

Ma l’Organo Marino ci colpì ancora di più.

Se vi state chiedendo cos’è, posso dirvi che l’Organo Marino è un dispositivo, una specie di istallazione, realizzato dall’architetto Nikola Bašić nel 2005, che suona la sua musica tramite il moto ondoso che incanala l’aria in tubi situati sotto una serie di enormi gradoni di marmo.

Affascinate sodalizio tra arte, architettura e natura.

Non avevamo mai visto una cosa simile e ne fummo decisamente colpiti.

Eravamo infine rimasti a vedere il sole tuffarsi nel mare, sorseggiando un paio di birre e scherzando, rilassati, prima di incamminarci al nostro appartamento e prepararci per la serata.

Dopo cena, avendo capito che, grazie anche alla forte presenza di studenti universitari, la vita notturna sarebbe stata decisamente animata, avevamo cercato qualcosa dove poter trascorrere alcune ore divertendoci e non fu difficile fa passare con piacere quella fresca serata estiva.

Rincasammo quando ormai si iniziavano a vedere le prime luci dell’alba, ma non perdemmo comunque la mattinata nel letto: era il nostro ultimo giorno, e volevamo trascorrerlo a mollo nelle acque croate.

Speravamo che la fine di quella giornata non arrivasse, e restammo in spiaggia fino al calar della sera.

C’eravamo noi e il mare.

Non avevamo bisogno di altro.

Gli otto giorni erano terminati, e la mattina del nono ci aspettavamo più di 800 chilometri di strada per tornare nella ridente Lomellina. Ma, anche se con una punta di malinconia, eravamo saliti in macchina con il sorriso sulle labbra.

Rubo una citazione molto famosa, che conoscerete tutti:

“La felicità è reale solo quando è condivisa”.

E noi, ripensando a quei giorni di vacanza insieme, eravamo felici.


Se non avete ancora prenotato nulla per questa estate e appunto vorrete guardare oltre i confini italiani, ma senza andare troppo distante, confermo che la Croazia può essere una buona scelta. E spero che queste due puntate abbiamo saputo ispirarvi e stuzzicare la vostra curiosità.

Io vi saluto e vi aspetto tra due settimane, per l’ultima puntata prima di una mia breve pausa estiva, e resterò all’estero, perché vi racconterò della mia visita in Belgio tra le città di Bruxelles, Bruges e Gand.

A presto!

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